Saffaro e la Pasqua

Saffaro

Buona Pasqua 

Uno dei simboli delle festività pasquali, oltre il rilievo del momento religioso, è l'uovo, frutto, a suo modo, della perfezione della natura. Un cultore delle sue forme è stato un autore tanto meritevole di attenzione, quanto schivo e riservato. Si tratta di Lucio Saffaro, nato a Trieste nel 1929, laureato in Fisica all’Università di Bologna, il quale ha vissuto a Bologna dal 1945 sino alla morte, nel 1998. E’ stata una personalità davvero singolare per la cultura italiana: poeta, pittore, scrittore, musicologo, matematico. La sua prima mostra personale, presentata, da Francesco Arcangeli, nel 1962, alla Galleria dell’Obelisco di Roma. Al 1966 risale il suo Tractatus Logicus Prospecticus (evidente il richiamo al Tractatus Logico-Philosophicus di Ludwig Wittgenstein). Nel 1985, con l’ausilio dei calcolatori dell’ENEA, elabora la rappresentazione di poliedri di grado elevato. Nel 1986, a Parigi, la Teoria dell’inseguimento, con un saggio introduttivo del filosofo Paul Ricoeur. Espone alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, in molte altre rassegne, in Italia e all’estero. Un decennio fa circa, nel Museo della Storia in Palazzo Pepoli dell'Alma Mater, promossa dalla Fondazione a lui intitolata, l’anteprima del documentario Lucio Saffaro. Le forme del pensiero. Ha lasciato un’imponente raccolta di opere letterarie, pensieri, riflessioni, studi, editi ed inediti. Riproduciamo una sua opera con tanti sinceri auguri di una Pasqua lieta di serenità, pace e riposo.