"Non è mai troppo tardi"

"Non è mai troppo tardi": la storia di Giovanni Carpino racconta il valore della scuola serale

Ci sono diplomi che segnano la conclusione di un percorso scolastico. Altri raccontano molto di più: una vita, una famiglia, il lavoro, la malattia, la determinazione e la forza di ricominciare. 

Quello conseguito quest'anno da Giovanni Carpino, a sessantasei anni, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Ma la sua storia non parla soltanto di lui.

Parla di un territorio che sceglie di investire nella formazione degli adulti. Parla di una scuola che, quando apre le proprie porte anche nelle ore serali, diventa un presidio culturale e sociale capace di cambiare il destino delle persone.

Nato a Napoli, Giovanni Carpino si qualifica come meccanico navale e inizia presto a lavorare. Dopo l'esperienza in una torneria del legno, nel 1996 si trasferisce con la moglie Giuseppina e la famiglia in Emilia-Romagna, dove costruisce una nuova vita. Prima il lavoro in una cooperativa vitivinicola, poi l'assunzione alla Wienerberger di Bubano come Tecnico di Laboratorio, azienda nella quale lavora ancora oggi, sebbene con mansioni diverse, compatibili con le proprie condizioni di salute.

Una vita come quella di tanti: lavoro, responsabilità, sacrifici e una famiglia da crescere.

Eppure, dentro di sé, Giovanni custodiva un desiderio rimasto incompiuto: conseguire il diploma.

Molti avrebbero pensato che fosse il momento di fermarsi.

Lui, invece, ha deciso di ricominciare.

È tornato sui banchi del corso serale dell'Istituto Alberghetti, affrontando materie nuove, limiti di memoria e inevitabili difficoltà di apprendimento. Ha costruito un metodo personale fatto di appunti, schemi e costanza quotidiana, trasformando quelli che lui stesso definisce "limiti" in strumenti per imparare.

«Non ho ceduto, ma ho preso coscienza dei miei limiti, senza permettere che diventassero un ostacolo alla mia volontà.»

Questa frase sintetizza perfettamente il significato del suo percorso.

Ma se Giovanni rappresenta la forza della volontà individuale, il Corso Serale dell’IIS “Francesco Alberghetti” rappresenta la possibilità concreta che questa volontà possa trovare uno spazio in cui esprimersi.

Troppo spesso i Corsi Serali vengono considerati una realtà marginale. In realtà costituiscono uno dei servizi educativi più preziosi che una comunità possa offrire.

Dietro ogni studente adulto c'è una storia diversa. C'è chi ha iniziato a lavorare troppo presto. Chi ha dovuto rinunciare agli studi per sostenere economicamente la famiglia. Chi arriva da un altro Paese e desidera costruire nuove opportunità. Chi vuole aggiornare le proprie competenze professionali. Chi, semplicemente, sente il bisogno di completare un percorso rimasto in sospeso.

Il Corso Serale accoglie tutte queste storie.

Non chiede l'età anagrafica, ma la volontà di imparare.

Per un territorio come il nostro significa offrire un'opportunità di crescita culturale, professionale e civile. Significa contrastare la dispersione scolastica anche in età adulta, favorire l'inclusione, valorizzare il lavoro e promuovere quella formazione permanente che oggi rappresenta una necessità sempre più concreta.

Ogni diploma conseguito da uno studente lavoratore non è soltanto un risultato personale: è una vittoria dell'intera comunità.

Per questo il Corso Serale dell'IIS “Francesco Alberghetti” rappresenta molto più di un'offerta formativa. È un luogo dove esperienza di vita e istruzione si incontrano, dove il sapere dialoga con il lavoro e dove gli insegnanti accompagnano persone che spesso affrontano la scuola dopo giornate trascorse in fabbrica, in ufficio, nei cantieri o in famiglia.

Giovanni non dimentica il sostegno ricevuto durante questo percorso. Rivolge un sentito ringraziamento ai Docenti che lo hanno accompagnato con professionalità, competenza e umanità, così come al Dirigente scolastico, il cui costante impegno contribuisce a mantenere viva una realtà fondamentale per il territorio.

Perché dietro ogni adulto che torna a scuola c'è sempre qualcuno che ha scelto di credere nelle seconde opportunità.

Il diploma di Giovanni Carpino non è soltanto il traguardo di un uomo che non si è arreso davanti alle difficoltà.

È il simbolo di ciò che una scuola pubblica può essere quando riesce ad ascoltare il territorio, ad adattarsi alle esigenze delle persone e a credere che la formazione non abbia una data di scadenza.

In un tempo in cui si parla spesso di crisi dell'istruzione, storie come questa ricordano una verità semplice ma profonda: non è mai troppo tardi per imparare e non è mai inutile investire in una scuola capace di accogliere chi desidera ricominciare.

Perché ogni studente adulto che consegue il diploma non rappresenta soltanto un successo individuale.

Rappresenta una comunità che cresce insieme ai suoi cittadini.